La sua abbondanza nel muscolo scheletrico suggerisce come essa svolga un ruolo importante durante l’esercizio fisico, con un meccanismo fisiologico chiave nella regolazione intracellulare del ciclo acido-base, nella protezione dal danno ossidativo, nella glicazione e nella regolazione della sensibilità al calcio. Nel muscolo scheletrico la β-alanina agisce come fattore intermedio e allo stesso tempo limitante della sintesi della carnosina (Skape et al., 1973), un dipeptide citoplasmatico che ricopre un ruolo cruciale nel tamponamento intracellulare di H+ (Bate-Smith, 1938; Harris et al., 1990; Relative et al., 2006). Poiché l’acidosi muscolare contribuisce alla genesi della fatica compromettendo la capacità contrattile del muscolo scheletrico, la carnosina, svolgendo un’azione sequestrante gli ioni H+, consente di prolungare la capacità produrre lavoro. La carnosina è presente in elevate quantità nella carne bianca, nella carne rossa e nel pesce, tuttavia, la carnosina assunta per via orale va incontro a degradazione nel corso dei processi digestivi. Pertanto, attraverso la supplementazione di β-alanina che si combinerà poi con la L-istidina si avrà la formazione di carnosina, reale responsabile dell’effetto tampone.
Pratical tips
La supplementazione con 2-6g al giorno per almeno due settimane comporta un incremento di carnosina muscolare stimato tra il 20% e il 30% (Baguet et al., 2009). Stellingwerff et al. (2012) hanno dimostrato che l’integrazione di β-Alanina per quattro settimane eleva la concentrazione di carnosina in un range compreso tra il 40% e il 60%. Quando la supplementazione di β-alanina viene interrotta, si osserva un graduale ritorno (6-15settimane) alle concentrazioni fisiologiche di carnosina muscolare (Baguet et al., 2009). Visti i meccanismi d’azione della carnosina, è evidente che l’integrazione con β-alanina venga suggerita per esercizi con una durata compresa tra i 60” e i 240”, dove cioè vi è un forte accumulo di ioni H+ dovuto all’intensità dell’attività stessa. Ciò nonostante, tale integratore potrebbe trovare spazio anche all’interno della programmazione dell’atleta di endurance, in particolar modo laddove l’allenamento comprenda lavori a elevata intensità.